Reddito di Base senza ISEE: le richieste superano il 53%, meglio sbrigarsi

In Italia sempre più persone richiedono il Reddito di Base universale e ciò non sorprende vista la miseria sempre più diffusa nel nostro paese.

Il reddito di base universale è una misura veramente rivoluzionaria che può cambiare nel profondo il volto dello stato sociale.

Ormai i richiedenti del reddito di base universale all’Unione Europea, in Italia hanno superato il 53% del quorum. Vediamo di capire che cosa cambia e che cosa è il reddito di base universale.

Il Reddito di base universale

Il reddito di base universale è un reddito minimo garantito a tutti a prescindere dalla situazione economica e dalla ricerca di un lavoro. Dunque si tratta di una misura radicalmente diversa rispetto al reddito di cittadinanza.

Il concetto del reddito di base universale nasce dalla semplice constatazione che il numero dei lavori disponibili va continuamente diminuendo. Infatti la robotizzazione e l’informatizzazione hanno reso tantissimi lavori inutili e stanno riducendo anno dopo anno la forza lavoro effettivamente richiesta. È un processo veramente impressionante. Secondo alcuni studi in pochi anni i lavori effettivamente disponibili potrebbero scendere anche del 30 o 40%. Basti pensare all’arrivo della auto a guida autonoma.

Crollo dei posti di lavoro

Quando l’auto a guida autonoma sarà diffusa, tutti i tassisti, gli autotrasportatori ai conducenti di autobus diventeranno di colpo disoccupati. Ma sono tantissimi gli ambienti nei quali possiamo vedere che il lavoro va progressivamente sparendo. Persino lavori altamente tecnologici come quello del programmatore richiedono sempre minore manodopera perché l’intelligenza artificiale riesce a svolgere gran parte dei compiti che prima erano svolti dai programmatori. Per questo in Europa è partita un’iniziativa volta a verificare l’effettivo grado di consenso della proposta del reddito di base universale tra i cittadini dell’Unione Europea. Se la raccolta di firme presso l’apposito sito europeo raggiungerà un milione di firmatari entro il 25 dicembre di quest’anno, la proposta passerà al Parlamento Europeo e potrà diventare effettivamente legge valida in tutti i paesi dell’Unione.

Bisogna fare in fretta

L’Italia proprio in questi giorni ha superato il 53% del quorum nazionale per le richieste. Questo rappresenta sicuramente un grandissimo successo per questa iniziativa specialmente perché sui media non se n’è parlato affatto. La Banca d’Italia ha recentemente detto che esiste una buona probabilità che L’Italia entri in recessione e molti altri osservatori economici sostengono lo stesso triste scenario. Un reddito di base minimo garantito a tutti sarebbe la concreta opzione per evitare che l’attuale distanza incolmabile tra ricchi e poveri si trasformi in una vera e propria bomba sociale.