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Economia

Chiusura delle forniture sul gas, l’Italia prossima alla crisi più grande dal Dopoguerra

Ci si avvicina sempre di più alla chiusura delle forniture sul gas. Ecco cosa rischia l’Italia e cosa potrebbe succedere a breve

(ANSAMAXIM SHIPENKOV/MOSCA)

Mentre l’Unione Europea ha stanziato un ulteriore pacchetto di sanzioni contro la Russia, iniziano a farsi strada una moltitudine di scenari in vista di una possibile chiusura sulle forniture di gas. Secondo alcuni analisti, infatti, l’Italia potrebbe incorrere in una grave crisi. Ecco perché.

Da qualche mese i prezzi dell’energia sono letteralmente volati alle stelle. A questo ha fatto seguito l’impennata dell’inflazione e il depotenziamento dell’euro nei confronti del dollaro. Una situazione estremamente difficile dalla quale è molto complicato uscirne. Nonostante le sanzioni per la Russia, a subirne molte conseguenze è la stessa Europa, che potrebbe portarsi gravi strascichi per il futuro.

Cosa succederà all’Italia con la chiusura delle forniture di gas

L’Europa ha deciso di procedere con l’embargo del petrolio russo e iniziare a ridurre o eliminare definitivamente la dipendenza del vecchio continente dal gas della federazione guidata da Vladimir Putin. Tuttavia, i prezzi dell’energia continuano a crescere, mentre a diminuire è la forza dell’euro.

Una situazione complessa che però evidenzia un enorme controsenso: se l’intenzione dell’Europa è quella di far finire la guerra, la cosa che dovrebbe fare è quella di smettere di finanziarla indirettamente. Attraverso l’acquisto di idrocarburi, infatti, l’Europa fornisce alla Russia miliardi di euro utili a finanziare il conflitto.

L’Europa sta infatti provando ad eliminare il gas russo dalle proprie importazioni, ma non è affatto semplice, anzi. Il gas russo, rispetto a esempio a quello americano, costa molto meno. Il prezzo del GNL americano, infatti, è di 34,5€/MWh, mentre quello russo è di 22,6€/MWh.

(ANSA/JULIEN WARNAND/STRASBURGO)

La complessa situazione nel mercato del gas internazionale, con gli operatori europei che fanno da migliori acquirenti, rende tutto più difficile. Non è detto, infatti, che l’Europa ne esci vincente e che possa davvero privarsi definitivamente del gas russo.

Tuttavia, questo porta a nuove occasioni e idee per il futuro. È al vaglio la possibilità di stabilire un tetto ai prezzi e portare avanti acquisti centralizzati. Tuttavia, la cosa che più necessita il vecchio continente è quello di avere una visione strategica comune per gli interessi del continente e dei suoi cittadini.

Gianluca Merla

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