Nuovo limite dei contanti in tasca ed a casa: arrivano multe e controlli

Il Governo è sempre più duro nei confronti dell’utilizzo del contate.

Infatti il contante è proprio lo strumento fondamentale di chi faccia evasione e riciclaggio.

ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Pensiamo a tutti i medici che si fanno pagare in contanti e non emettono fattura: lo stato non riuscirà mai a scoprire quella corposa evasione.

Massimo che puoi avere in tasca ed a casa

E’ chiaro dunque che il governo punti a colpire proprio il contante e lo fa attraverso tante vie diverse.

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Innanzitutto c’è un limite ai pagamenti che si possono fare in contanti. Il limite è di 2000 euro fino alla fine di quest’anno, ma dall’anno prossimo scatta a 1000 euro. Dunque i pagamenti in contanti incontreranno una soglia sempre più bassa proprio per scoraggiare l’evasione. Ma non basta: arrivano nuovi limiti anche per quanto riguarda i pagamenti in negozio. Infatti sino ad oggi il commerciante poteva scegliere liberamente se farsi pagare in contanti o con carta oppure bancomat. Ma da giugno cambia tutto. Infatti da giugno il commerciante che dovesse rifiutare il pagamento con mezzi tracciabili, cioè carta e bancomat sarà multato di 30 euro più un’altra somma proporzionale all’acquisto.

Quanto contante puoi avere in tasca

Ma come dicevamo ci sono limiti anche riguardo il contante che si può avere in tasca oppure a casa. In sostanza il Fisco se dovesse trovare troppo denaro contante nella disponibilità diretta del cittadino, inizierebbe ad insospettirsi. Al cittadino verrebbero rivolte domande molto particolareggiate riguardo quelle cifre e se non dovesse fornire risposte coerenti e convincenti potranno partire accertamenti e multe. Ma cerchiamo di capire quali sono gli attuali limiti e cosa l’Agenzia dell Entrate considera “troppo” denaro.

Le soglie da non superare

Per quanto riguarda il denaro contante da avere a casa ed in tasca il fisco fa un ragionamento molto semplice: perchè il cittadino ha bisogno di tutto questo contante? Per l’Agenzia delle Entrate la risposta più ovvia è che sia il frutto di evasione fiscale o riciclaggio. Ecco perchè l’Agenzia delle Entrate non pone delle vere soglie rigide, ma rapporta la quantità di contante trovato addosso o in casa alla situazione economica del soggetto. In sostanza è tutto proporzionale agli introiti ed al tenore di vita del cittadino. Per una persona che guadagna poco una determinata cifra potrebbe apparire sproporzionata e sospetta. Ma per una persona con introiti maggiori quella cifra sarà considerata plausibile e non sospetta.