Canone RAI: scatta la corsa, entro il 30 giugno si può non pagarlo mai più

Il Canone RAI è una tassa sgradita agli italiani ma se ci si muove entro il 30 giugno si può non pagarlo legalmente.

Gli italiani decisamente non amano il Canone della RAI. Pochi lo ricordano ma negli anni scorsi c’è stato un referendum per privatizzare la RAI e dunque per eliminare il canone.

ANSA/FABIO FRUSTACI

Anche se questo referendum è stato vinto, la RAI è rimasta pubblica e il canone continua ad essere pagato dagli italiani.

La domanda per non pagarlo più: come funziona

Eppure esiste un modo per non pagare più il Canone ma bisogna fare la domanda entro il 30 giugno.

Pixabay

Il fatto è che il canone RAI è una vera e propria tassa dello Stato e anche chi non ama le trasmissioni della TV pubblica è costretto a pagarla. Con il governo Renzi il canone RAI entrato nella bolletta elettrica e così tutti gli italiani sono stati costretti a pagarlo. Ma dal prossimo anno il canone RAI esce fuori dalla bolletta elettrica e potrebbe anche aumentare. Con l’uscita del canone dalla bolletta elettrica la RAI teme una massiccia evasione del canone e perciò sta chiedendo aumenti. Ma vediamo come essere legalmente esonerati dal canone RAI entro il 30 giugno.

Non pagare legalmente si può

Per essere esonerati dal canone RAI bisogna presentare un’apposita domanda entro il 31 gennaio. In questa domanda bisogna dichiarare di non avere in casa apparecchi televisivi. Dunque basta sbarazzarsi delle televisioni che si hanno in casa e fruire dei contenuti multimediali solo su smartphone e tablet come ormai fanno praticamente tutti per non pagare più il canone della Rai. Ma anche se 31 gennaio è passato ora c’è la data del 30 giugno per richiedere lo stesso esonero. Facendo la domanda il 30 giugno si sarà esonerati per il secondo semestre dell’anno. La cosa importante è che quando si afferma di non avere televisori in casa bisogna dire la verità. Inoltre bisogna poi Ricordarsi di ripresentare la domanda nuovamente il 31 gennaio del prossimo anno per estendere l’esonero anche all’anno prossimo.