Conto corrente cointestato: stangata Cassazione, “prelievo è appropriazione indebita”, verifica Fisco

Il conto corrente cointestato è sicuramente una grande comodità nelle famiglie.

Infatti grazie al conto corrente contestato i coniugi possono tenere traccia di tutte le entrate e tutte le uscite.

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Inoltre i costi di gestione del conto corrente sono sempre più alti e quindi pagarli per un solo conto invece che per due è sicuramente un grande risparmio.

La novità dalla Cassazione

Ma adesso una nuova sentenza della Cassazione cambia tutto e per chi abbia un conto corrente cointestato i rischi sono alti.

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Parliamo di rischi sia nei confronti del cointestatario ma anche nei confronti del fisco. La Corte di Cassazione con l’ordinanza del 22 settembre del 2021 ha chiarito che in molti casi il prelievo dal conto corrente cointestato diventa indebito. In sostanza quando un coniuge versa dei soldi sul conto corrente ma poi è l’altro ha prelevarli, quella può diventare una vera e propria donazione. Ma se chi poi preleva i soldi non viene autorizzato da chi li ha versati questo può diventare una vera e propria appropriazione indebita. Il caso proposto davanti alla Corte di Cassazione riguardava proprio due coniugi.

Appropriazione indebita

Uno aveva versato una somma ma poi l’altro l’aveva prelevata. Quando erano finiti in giudizio chi l’aveva prelevata aveva detto che era scontato che quei soldi fossero in sostanza una donazione che il primo aveva fatto a lui. Ma chi invece aveva versato i soldi aveva detto poi che l’animus donandi non c’era e che quindi il prelievo fatto dal secondo era stato indebito. Quindi se non c’è una vera e propria volontà di donare, il prelievo fatto delle somme versate da un altro può configurarsi come una vera e propria appropriazione indebita e le conseguenze possono essere pesantissime anche dal punto di vista penale.

Attenzione al cointestatario ed al Fisco

Dunque con questa rivoluzionaria sentenza della Corte di Cassazione chi ha un conto cointestato deve stare molto attento perché se preleva delle cifre non versate da lui poi rischia addirittura di ritrovarsi in un caso di appropriazione indebita. Ma oggi sono proprio i conti contestati a finire nel mirino del fisco. Infatti l’Agenzia delle Entrate attraverso la super anagrafe dei conti correnti controlla con particolare attenzione proprio i conti cointestati perché potrebbero essere un efficace strumento di evasione fiscale e anche di riciclaggio.