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Pensioni

Puoi andare in pensione dopo la NASPI senza avere 67 anni: INPS stupisce tutti

Una delle peggiori cose che possono capitare a una persona in vista della pensione è essere licenziata quando mancano ancora due o tre anni di contributi. Più si è avanti con l’età, più è complicato trovare un nuovo lavoro per concludere gli anni di contributi, e può capitare di essere ancora troppo giovani per la pensione di vecchiaia. Per fortuna esistono modi per andare in pensione con la Naspi senza avere 67 anni.

andare in pensione dopo la NASPI
Foto ANSA – ilovetrading.it

La Naspi, ovvero l’indennità di disoccupazione, è un assegno mensile che viene consegnato a chi ha perso il lavoro in attesa del momento in cui ne troverà una nuovo. Una delle peggiori situazioni in cui un lavoratore può trovarsi in questo paese è che non sia abbastanza vecchio per la pensione di vecchiaia, ma al tempo stesso troppo vecchio per sperare di trovare un nuovo lavoro per completare i suoi anni di contribuzione. In una situazione del genere si può certamente contare sulla Naspi, ovvero l’assegno di disoccupazione, ma questa ha una valenza di tempo limitata.

Come si agisce in questa situazione? Ci sono alcuni esempi che possiamo fare di metodi per arrivare alla pensione anche se siamo a corto di contributi e senza lavoro. Andare in pensione dopo la Naspi è possibiel con due metodi: Quota 41 e tramite l’Ape Sociale.

Andare in pensione dopo la Naspi, ecco i metodi da usare

In entrambi i casi si tratta di formule per il pensionamento anticipato e non per la pensione di vecchiaia. Questo significa che l’assegno pensionistico sarà inferiore a quello di una regolare pensione di vecchiaia, ma comunque meglio che rimanere con niente in mano. L’assegno sarà inferiore perché il calcolo dell’assegno per la pensione anticipata è fatto in maniera diversa rispetto a quello della pensione di vecchiaia, secondo l’idea per cui un lavoratore che va in pensione più tardi sarà maggiormente tutelato rispetto ad uno che ha lavorato per meno tempo.

Pensione con Quota 41

Quota 41 è una forma di pensionamento anticipato che prevede che un lavoratore possa andare in pensione se ha compiuto 41 anni di contributi, a prescidere dall’età anagrafica. Questo meccanismo è pensato per chi ha iniziato a lavorare da molto giovane e ha continuato per tutta la vita, arrivano idealmente a 60 anni e poter andare in pensione. Se, quindi, si finisce per perdere il lavoro prima dei 67 anni richiesti dalla legge Fornero, ma si è compiuto 41 anni di contributi precedentemente, è possibile richiere questo tipo di pensionamento anticipato.

andare in pensione dopo la NASPI
Foto ANSA – ilovetrading.it

Pensione con l’Ape Sociale

Similmente a quanto succede con Quota 41, anche la misura dell’Ape Sociale è pensata per casi particolari che richiedono un pensionamento anticipato. In questo caso i requisiti per accedere a questa forma di pensionamento anticipato sono il compimento di 63 anni di età anagrafica e aver registrato almeno 30 anni di contributi versati. L’Ape sociale è una forma di pensionamento pensata proprio per casi come quelli descritti all’inizio dell’articolo. Persone che hanno lavorato per molto tempo, ma che a un certo punto della loro vita si vedono interrotto il proprio rapporto di lavoro troppo presto per poter accedere alla pensione.

A differenza che con Quota 41, per cui basta soddifare i requisiti di contribuzione per potervi accedere, l’Ape Sociale implica anche le modalità di interruzione del rapporto lavorativo. Nello specifico, un lavoratore può accedere alla pensione tramite Ape Sociale solo dopo l’interruzione di lavoro avvenuta tramite licenziamento, dimissioni per giusta causa, oppure situazioni di risoluzione consensuale a seguito di una procedura di conciliazione.

Riccardo Magliano

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