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Economia

Tari 2023, da quest’anno cambia tutto: quando non la devi pagare

Novità importanti sono state annunciate per il pagamento della Tari con casistiche in cui non è necessario pagare la tassa e si può ottenere un’esenzione. 

La tassa sui rifiuti viene corrisposta ogni anno dai cittadini ed è obbligatoria per tutti gli immobili, sia ad uso residenziale che commerciale. Ogni anno la cifra può variare e può essere diversa da zona a zona perché viene stabilita con delle unità differenti che dipendono dal Comune di residenza.

Tari, quando si può non pagare (Ilovetrading)

Anche negli anni passati però c’erano delle eccezioni per il pagamento, uno strumento molto utile per coloro che sono in difficoltà economica o comunque a cui non spetta il versamento del tributo. La Tari ha sostituito la Tares, la Tia e la Tarsu e spetta sia per immobili in locazione che di proprietà, usufrutto e uso e per tutti i tipi di locali posti sul territorio quindi si paga anche per le aree scoperte. Sono escluse sono le aree di pertinenza o accessorie all’abitazione e le aree condominiali comunali.

La Tari viene calcolata in base ad una soglia che è stabilita con un principio di base: chi inquina di più paga di più. Per questo ci sono a volte profonde differenze. Il Comune determina la tariffa base che viene poi relazionata alla superficie calpestabile e al numero di soggetti che vivono in quello spazio. A questa cifra viene poi aggiunta l’addizionale provinciale che fa cumulo e determina il costo finale annuale.

Tari 2023: quando la tassa non è obbligatoria

La Tari si può calcolare direttamente online e si può pagare sotto forma di anticipo quindi per l’anno a rate entro la data di scadenza oppure si può pagare in una sola rata entro il termine ultimo. La prima rata si versa entro aprile, la seconda entro luglio e la terza entro fine anno ma ci sono comuni che suddividono l’importo in 4 rate quindi è importante fare riferimento alla propria residenza per chiarimenti dettagliati.

Tari, esenzioni e sconti (Ilovetrading)

Ci sono casi in cui questa non deve essere pagata grazie ad un’esenzione, ci sono due possibilità: il primo caso riguarda l’immobile ovvero quando il luogo non può essere utilizzato perché bisogna effettuare dei risanamenti o comunque dei lavori di ristrutturazione non per questioni estetiche ma per sicurezza. In questo caso si è esenti dal pagamento della tassa. Il secondo caso riguarda gli spazi dove non sono attive le utenze come gas, acqua ed energia. In questo caso la Tari non viene corrisposta.

Si può avere uno sconto invece quando risiedono nell’abitazione persone con un ISEE inferiore a 2000 euro, soggetti anziani con età superiore ai 65 anni, persone con invalidità oltre il 75% e un ISEE entro i 14 mila euro. In questi casi la riduzione del pagamento è al 10%. Solo in alcuni casi come anziani che vivono con pensione minima dell’INPS allora lo sconto è del 50%.

Valentina Giungati

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