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Pensioni

In pensione a 52 anni con 20 di contributi oggi è ancora possibile: i requisiti da rispettare

Sembrerà assurdo ma si può smettere di lavorare anche se non si hanno i requisiti per la pensione di vecchiaia. Scopriamo come fare.

Sicuramente avrete sentito parlare delle cd. baby pensioni, introdotte nel 1973 dal Governo Rumor e rivolte ai dipendenti del settore pubblico.

Si può andare in pensione anche con soli 52 anni di età (ilovetrading.it)

Molti fortunati lavoratori hanno messo fine alla loro carriera professionale con soli 14 anni, 6 mesi e 1 giorno di contributi. Gli statali, invece, con 20 anni di contributi e i dipendenti degli Enti locali con 25 anni di anzianità previdenziale. Grazie a questo sistema, molti andarono in pensione addirittura con 45- 50 anni di età anagrafica.

La Riforma Dini del 1995 ha, poi, eliminato le baby pensioni, sostituendole con la pensione di anzianità.

Ma attualmente si può ancora smettere di lavorare a 52 anni? Ebbene sì, la legge italiana lo consente.

Ci sono, ad esempio, degli strumenti di pensionamento che non impongono il rispetto di determinate condizioni anagrafiche. È il caso della pensione anticipata ordinaria, usufruibile con 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, o con 41 anni e 10 mesi di contributi, per le donne, e di Quota 41 per i lavoratori precoci, per la quale sono richiesti 41 anni di contributi, di cui uno versato prima dei 19 anni di età.

Potrebbe, dunque, succedere che un contribuente vada in pensione a 52 anni con una di tali opzioni. Questo significa che avrebbe dovuto cominciare a lavorare prestissimo, ancora minorenne. Si tratta di una situazione che può sembrare paradossale, ma potrebbe verificarsi.

Pensione con 52 anni di età: non è un sogno, basta conoscere questo infallibile trucco

L’ordinamento italiano non impone un divieto assoluto allo svolgimento di un’attività lavorativa da parte dei minorenni, ma prevede un’età minima. Bisogna, infatti, aver compiuto almeno 16 anni per poter essere regolarmente assunti da un datore di lavoro.

Esiste uno strumento per smettere di lavorare a 52 anni (ilovetrading.it)

Al di sotto di tale soglia anagrafica è possibile lavorare, ad esempio, tramite un contratto di apprendistato, ma non si può stipulare un valido contratto di lavoro, altrimenti di commetterebbe un reato.

È, inoltre, richiesta l’autorizzazione da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. La concessione è rilasciata con il consenso scritto dei genitori, per l’occupazione del minore in attività culturali, artistiche, sportive o nell’ambito dello spettacolo. È necessario, però, che non venga messa in pericolo l’integrità psico-fisica e la sicurezza dell’interessato e che gli venga garantita la facoltà di andare a scuola oppure di prendere parte a iniziative di orientamento e formazione professionale.

Nonostante il limite imposto dalla legge sull’età lavorativa, a 52 anni è possibile smettere di lavorare grazie alla pensione anticipata ordinaria e a Quota 41 per lavoratori precoci con uno strumento molto utile: il versamento dei contributi volontari.

Mettiamo il caso che Tizio abbia 52 anni di età e 35 o 36 anni di contribuzione accreditata. Ha cominciato a lavorare, con regolare contratto, a 16 o a 17 anni. Potrebbe accedere al pensionamento? Sì, accreditando 5 o 6 anni di contributi volontari. È, tuttavia, una scelta non accessibile a tutti, perché l’operazione ha un costo, spesso anche molto elevato.

C’è, infine, un’altra opportunità per andare in pensione a 52 anni, ma è riservata a coloro che possiedono delle specifiche condizioni di salute.

Nel dettaglio, le lavoratrici non vedenti del settore privato possono smettere di lavorare con la maturazione di 51 anni di età e 10 anni di anzianità contributiva, accumulati dopo l’insorgenza della cecità assoluta (nel caso di cieche assolute) oppure prima dell’instaurazione del rapporto assicurativo.

Antonia Festa

Sono una giurista, grande appassionata del mondo classico, di letteratura, politica, musica, teatro e cinema, divoratrice di serie TV. Sono socia di una compagnia di teatro amatoriale e ho curato la sezione 'Intrattenimento' per un giornale online, recensendo film e spettacoli televisivi e teatrali. Attualmente, lavoro come web content writer, occupandomi soprattutto di temi di natura previdenziale ed economica, che mi permettono di coltivare e approfondire il mio interesse per il diritto.

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