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Nuove pensioni con 10 anni e 5 mesi di contributi nel 2024: la rivoluzione che cambia tutto

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Marina Nardone

È in arrivo una rivoluzione nel mondo delle pensioni la quale potrà cambiare di molto le carte in tavola. Ecco di cosa si tratta.

Le persone affermano che la riforma della Fornero abbia reso più difficile il raggiungere ogni requisito per andare in pensione. Inoltre, è bene affermare che la soglia dei requisiti in vigore per andare in pensione, dipende anche dalle varie aspettative di vita della del popolo italiano. Il rapporto delle pensioni col calcolo dei dati sulla vita media di ogni cittadino, dei dati che l’ISTAT ha previsto, ha dato vita al pensionamento attuale.

Cosa accadrà alle pensioni
Rivoluzione nelle pensioni- Ilovetrading.it

Attualmente, sia gli uomini che le donne possono andare in pensione dopo aver raggiunto i 67 anni di età. Inoltre, attraverso le pensioni anticipate le quali si ottengono dopo aver accumulato 42 anni e 10 mesi di contributi per tutti i lavoratori e 41 anni e 10 mesi per tutte le lavoratrici, è possibile smettere di lavorare anche prima dei 67 anni. A tutto ciò si affianca una finestra mobile di 3 mesi peggiora di molto la situazione.

A chi interessano le regole del 2018 per andare in pensione

Le pensioni, almeno fino al 2026, non subiranno ulteriori incrementi, mentire per gli anni 2027 e 2028 ci potrebbe essere uno scatto di 2 mesi.

Cosa accadrà alle pensioni
Pensione- Ilovetrading.it

Con il decreto n. 4 del 2019 sono stati bloccati gli aumenti riguardo alle aspettative di vita della popolazione fino al 31 dicembre 2026. Infatti era il 2019 l’ultimo scatto che è stato registrato, un periodo in cui la soglia della pensione è passata da 66 anni e 7 mesi di età a 67 anni. Tutto ciò accadde nel momento in cui l’assegno pensionistico anticipato poteva essere richiesto da 42 anni e 5 mesi a 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Questo aumento dei requisiti del 2019 non vede nessun tipo di applicazione per alcune categorie di lavoratori in particolare, i quali possono avvalersi ancora dei trattamenti precedenti.

Però tale vantaggio può essere applicato solo alle pensioni di vecchiaia in cui resta valido il limite di 66 anni e 7 mesi precedenti per tutti i lavoratori alle prese con lavori gravosi e usuranti. Si fa riferimento a quei lavoratori eccessivamente logoranti che sono descritto nei  decreti del Ministero del Lavoro del 5 febbraio 2018 e del Presidente della Repubblica DPCM 87/2017, i quali, a differenza di altri, è presente anche a livello di contribuzione.

Nel caso in cui per tutti gli altri, la pensione di vecchiaia rientra nei 67 anni di età e 20 anni di contributi, coloro che appartengo in questi elenchi, sono necessari 66 anni e 7 mesi di età e 30 anni di contributi.

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