Tutti vorrebbero organizzare un GP di F1, ma ci sono delle differenze importanti tra i vari circuiti in tutto il mondo.
La F1 è la categoria cardine del motorsport e tutte le nazioni vorrebbero poterla ospitare. Il problema è che le gare sono poche, sebbene in costante aumento, e le richieste tantissime, per questo è normale come i costi per poter richiedere di avere nel proprio territorio una gara di F1 sono esorbitanti.

Dalla propria parte i tracciati europei hanno la fortuna di avere il sostegno da parte degli appassionati, per questo una componente tradizionale serve sempre. Dall’altro però ci sono i Paesi emergenti che hanno una maggiore forza economica. I dati del 2022 sono impressionanti nel notare la differenza tra i costi europei e quelli mediorientali.
55 milioni per ospitare Jeddah: più del doppio rispetto a Monza
Il valore medio dei tracciati europei è di circa 20/25 milioni di dollari, tranne Montecarlo che se la cava con soli 15 milioni. Imola si stanziava sui 20 milioni nel 2022 mentre per Monza si saliva a 25. Il discorso però era diametralmente opposto nel momento in cui si deve parlare di tracciati mediorientali.

Abu Dhabi per esempio deve pagare 40 milioni di dollari, con il Bahrain che invece si stanzia sui 45 milioni, ma sono due i casi limite. Si sta parlando di Arabia Saudita e Azerbaijan, con le due tappe che necessitano di un pagamento di ben 55 milioni di dollari, davvero fuori mercato per l’Europa.





