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Covid

Hanno fatto il vaccino, ma per lavorare sono obbligati a 3 tamponi la settimana

Quante complessità stanno nascendo attorno al Green pass e non si contano i vuoti normativi che stanno rendendo la vita difficile nel campo del lavoro e specialmente della scuola. Infatti questa situazione riguarda proprio i lavoratori della scuola, ma potrebbe estendersi anche ad altri.

Se infatti l’obbligo del Green pass dovesse estendersi ad altri ambiti lavorativi, ecco che il problema che siamo per raccontarvi si espanderebbe a macchia d’olio. Ci sono alcuni italiani che pur essendo in regola col ciclo vaccinale, per questioni burocratiche e tecniche ancora non chiare, non ricevono il Green pass. Alcune di queste questioni sono figlie dell’attacco informatico che ha colpito la Regione Lazio, ma non solo in questa regione si è verificato questo. Dunque questi cittadini oltre a non poter andare nei locali o nei cinema perchè vengono trattati come no vax (molti di loro hanno lamentato questo) hanno un problema al lavoro.

Una situazione ingiusta

E’ LeU a sottolineare questa situazione che colpisce svariati lavoratori della scuola. Da un lato la piattaforma non consente loro di prendere il Green pass, ma dall’altro, senza il Green pass saranno sospesi senza retribuzione dal loro lavoro. Non cambia nulla se sono docenti o personale ATA: stessa cosa senza Green pass si viene sospesi senza retribuzione. Dunque morale della favola, dovranno fare tre tamponi la settimana per avere i Green pass di brevissima durata per poter lavorare.

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Chi li risarcirà per spese e fastidi? Nessuno. LeU ha chiesto all’esecutivo di approntare immediatamente una scappatoia per questi lavoratori della scuola.

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Ma attualmente non si è mosso nulla e dunque dovranno prepararsi a doversi sottoporre continuamente a tamponi a spese proprie. Sono le piccola grandi problematiche di questo pass che non smetterà di sucitare polemiche. 

Salvatore Dimaggio

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