Il rapporto tra Tesla e la Cina non è propriamente una storia d’amore. Tesla ha intenzione di aumentare la sua produzione di auto in Cina e su questo non ci sono frizioni degne di nota.
Ma la Cina ama vincere e stravincere e perciò il potente ministro dell’industri ha fatto sapere in questi giorni che non è contento dei troppi nani dell’automotive elettrico cinese. Tanti piccoli non possono creare quel gigante desiderato dal governo in grado di combattere con Tesla e batterlo. Ma sin qui sono dinamiche normali (normali per gli standard cinesi dove non si capisce il confine tra pubblico e privato). Le tegole arrivano a maggio quando ai dipendenti governativi che hanno Tesla viene detto che non devono parcheggiare nei loro parcheggi al lavoro. La motivazione e molto semplice. Il governo non sa che fine facciano le riprese che le tante telecamere montate a bordo delle vetture di Musk girano.
Alcuni analisti hanno voluto leggere in ciò l’inizio di una strategia della tensione con un produttore che stava diventando sempre più sgradito al governo del dragone. Anche se in effetti il problema esiste. Le Tesla hanno tante telecamere a bordo costantemente connesse. Esse hanno tante funzioni raffinate ed evolute di aiuto alla guida e preparano la strada alla guida autonoma. Tuttavia intanto questi filmati entrano in circuiti che al governo cinese preoccupano. Oggi arriva un ramoscello d’ulivo da parte di Tesla. E’ Musk in persona che vola in Cina per un evento e rilascia una dichiarazione dagli intenti assai concilianti.
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Collaborerà con le autorità di regolamentazione locale in ogni modo affinché il governo possa fidarsi delle riprese delle sue vetture.
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Ciò riporta d’attualità la questione delle telecamere montate ormai su tutto e che non è chiaro cosa facciano delle riprese. La questione diverrà veramente esplosiva laddove dovessero davvero diffondersi gli occhiali a realtà aumentata. Xiaomi (cinese) ci sta provando.
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