Il cerchio attorno alle Crypto si stringe. E’ vero i sostenitori entusiasti sono tanti, ma c’è qualcosa che non quadra.
Le banche centrali fanno a gara per mettere in guardia gli investitori dalle Crypto. La Lagarde è stata l’ultima in ordine di tempo e a detto chiaro e tondo che le crypto non sono vere valute. Le banche centrali hanno paura dell’inflazione e delle turbolenze causate dall’aumento dei prezzi. A ciò si aggiunga il timore che il tapering possa scatenare tempeste in borsa se non un vero e proprio crollo. L’ultima cosa che vogliono e sapere che i risparmiatori si sono invischiati sempre di più in uno pseudoinvestimento ultravolatile che non capiscono e può solo aumentare l’isteria se le cosa vanno storte. E’ questo il quadro nel quale si inserisce la riflessione di uno degli uomini più influenti oggi a Wall Street.
Parliamo di Ray Dalio, un autentico peso massimo e fondatore del colosso dei fondi di investimento Bridgewater Associates. Dalio ha pochi dubbi. Sin ora i regolatori sono intervenuti poco o niente. Ma ora iniziano a temere le crypto e la loro enorme diffusione ed inizieranno a muoversi e muoversi in modo pesante. Per Dalio le autorità ci andranno giù duro per evitare che le crypto aggiungano volatilità a volatilità e le imbriglieranno sino a snaturarle. Dalio certamente non ha torto. Besti pensare che la Banca Centrale Tedesca teme persino l’Euro Digitale dunque qualcosa di lontanissimo dal Bitcoin.
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Dalio ha detto che ha partecipazioni in crypto, ma sono percentualmente marginali. E’ stato categorico: “I governi non vogliono valute alternative alle loro”. Dunque se le crypto avranno successo le uccideranno.
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Dunque Dalio si è detto molto lontano dall’ottimismo espresso da Cathie Wood di Ark Invest.
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