La Fed nelle mani delle colombe: così nessuno sbarrerà la strada all’inflazione

Quello che sta accadendo nella Fed è davvero inquietante.

Ben tre membri del board Fed tra i quali il vicepresidente Clarida avrebbero fatto insider trading per arricchirsi usando i dati che avevano in anticipo. La Fed decide i tassi ed influisce sulla quantità di denaro circolante e le sue decisioni sono fondamentali per l’economia mondiale. Ora tre figure chiave del board sono di fatto inesistenti perchè travolte dagli scandali. C’è chi si è già dimesso e chi no. Ma quello che conta e che ora gli equilibri nella Fed sono cambiati parecchio. Adesso la banca centrale americana ha visto il centro del suo potere spostarsi verso le colombe.  Questo significa che oggi quelli che chiedono politiche monetarie più restrittive sono in netta minoranza. In pratica oggi è più difficile che la Fed faccia qualcosa contro l’inflazione.

Non farà nulla contro l’inflazione?

Nella Fed sino ad oggi c’era una sorta di equilibrio tra chi è propende per arginare l’inflazione, appunto i falchi, e chi invece è più preoccupato di azzoppare la ripresa: le colombe. Questo equilibrio ora si è rotto ed è facile prevedere che la Fed cambierà di conseguenza il suo corso. D’ora in poi è assai probabile che la via del tapering sarà molto più prudente, lenta e graduale. Ma questo cosa significa in pratica? Che la Fed si interesserà assai poco dell’inflazione. Anche i prezzi delle materie prime stanno correndo in tutto il mondo, se la Fed non se ne curerà più di tanto. Se sino ad oggi diceva che l’inflazione è un fatto transitorio, figuriamoci cosa dirà adesso.

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Caffè, alluminio, carta, per non parlare di petrolio e gas: gli aumenti sono assolutamente globali, ma la Fed ora sarà ancora più ferma nella sua ossessione di non impensierire le borse.

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Dunque il guardiano contro l’inflazione, ha deciso (probabilmente) di non fare nulla.