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Le 3 cose che non devi dimenticare se investi in piena inflazione

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Salvatore Dimaggio

L’inflazione è piombata a stroncare la ripresa post covid. O meglio, c’è il rischio che la stronchi ma non è ancora certo.

Il rialzo dei prezzi è davvero trasversale. Aumentano i metalli così come il caffè e le materie prime agricole ed alimentari. Aumenta soprattutto l’energia che poi a cascata fa aumentare i prezzi di tantissimi beni di consumo. E’ un fenomeno globale ed abbraccia praticamente tutte le categorie merceologiche. Anche se probabilmente non torneremo a situazioni da anni ’70, tuttavia l’inflazione è assai più minacciosa di quanto alcune banche centrali vogliono far credere. Investire in uno scenario di inflazione richiede alcune accortezze in più. Innanzitutto con l’inflazione la volatilità è più alta. Dunque dobbiamo mettere in preventivo che gli investimenti che faremo avranno un tasso di volatilità Maggiore. Di conseguenza dobbiamo essere pronti anche psicologicamente a reggere fluttuazioni di maggiore entità senza prendere decisioni magari impulsive sbagliate.

Meglio non dimenticarlo

In secondo luogo con l’inflazione è molto più difficoltoso fare previsioni. Conseguenza di ciò è che è assai prudente aumentare la diversificazione. Difatti anche se siamo convintissimi che il nostro investimento sia quello migliore, l’inflazione ha sempre tutta una serie di effetti collaterali imprevedibili e qualche volta persino paradossali. Di conseguenza diversificare è davvero d’obbligo. In ultimo, ma forse è la cosa più importante: ridurre quanto più possibile le leve.

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Molti report dimostrano come ultimamente la gente si è diventata piuttosto disinvolta nell’utilizzo della leva finanziaria.

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In un periodo di inflazione e di turbolenza sicuramente sarebbe buona norma quella di ridurre la leva finanziaria onde evitare di moltiplicare indebitamente scossoni e flessioni.

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