Il mondo dell’edilizia non esce bene dalla nuova manovra finanziaria.
La cessione del credito e lo sconto in fattura, infatti, spariscono da quasi tutti i bonus casa. Vediamo di capire meglio. Cessione del credito e sconto in fattura sono le due modalità largamente preferite per poter usufruire degli sconti. Ma senza dare troppo nell’occhio il governo gli ha cancellati. La conseguenza è che l’unica via per usufruirne sarà recuperando le spese come detrazione spalmata in tanti anni. Dunque oggi si deve pagare. Da tutto ciò è escluso il superbonus 110% per fortuna, ma per tutti gli altri l’unica per recuperare rimane la dichiarazione dei redditi. Per il settore è una mazzata perchè così di fatto si riduce fortemente la platea di chi potrà concretamente beneficiare del bonus.
Il Superbonus 110% cambia per quanto riguarda villini e case unifamiliari. Per questo tipo di abitazioni, diffusissime in tante zone d’Italia, resta ma solo con tetto ISEE a 25.000 euro. Dunque per ville ed abitazioni unifamiliari il superbonus 110% concretamente si riduce molto come platea di applicabilità. D’altra parte il problema più grosso, come sottolineato anche da alcuni esponenti 5 Stelle è, appunto, per tutti gli altri bonus casa, che così di fatto restano a disposizione solo di chi può pagare subito. Chi invece non può ed avrebbe approfittato di cessione del credito o sconto in fattura, dal gennaio 2022 dovrà lasciar perdere l’idea di poter seguire questa strada. Un modo per ridurre il bonus in modo non tanto appariscente.
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Ma è noto che i Bonus erano nati sotto il Governo Conte e che il presente esecutivo non li ama quanto il precedente.
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Ad ogni modo alcuni esponenti dei 5 Stelle hanno detto che daranno battaglia su questo.
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