La Federal Reserve continua a definire l’inflazione transitoria e facendo così sta perdendo la sua credibilità.
A proferire queste dure parole è Mohammed El-Erian, capo consigliere economico di Allianz nonché presidente del Queens’ College di Cambridge. Il noto analista rimarca come la Federal Reserve ma anche le altre banche centrali, continuino a definire l’inflazione come un fenomeno puramente transitorio. Per le banche centrali, dunque, l’inflazione è una sorta di fastidio che ben presto andrà via da solo. La Federal Reserve in effetti dice questo da tempo e proprio ieri Christine Lagarde della BCE ha ribadito il concetto. Ieri la numero uno della Banca Centrale Europea ha sottolineato che l’inflazione esiste ma l’istituto centrale europeo non farà nulla per arginarla. Insomma La retorica dell’inflazione transitoria è incrollabile presso le banche centrali.
Eppure, nota l’analista, ci sono ormai prove ampie e chiare che la produzione sta cambiando e che l’inflazione è un fenomeno quasi certamente duraturo. L’analista lo vede dai cambiamenti che stanno avvenendo nelle filiere produttive, sia dal punto di vista dell’approvvigionamento che della trasmissione dei rincari presso i consumatori. Secondo lui le banche centrali dovrebbero accelerare tapering e rialzo dei tassi. Il vero problema è che la borsa americana secondo molti è ampiamente sopravvalutata e se si dovessero toccare i tassi di interesse, potrebbe subire una netta correzione o addirittura un crollo. Sono ormai molti i critici nei confronti delle banche centrali sul fronte dell’inflazione. Da troppo tempo la stanno negando e soprattutto stanno negando interventi efficaci contro di essa.
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Nelle banche centrali non mancano i falchi che sostengono un inasprimento più rapido delle politiche monetarie, ma sono assolutamente inascoltati.
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Ma i rincari stanno colpendo duramente aziende e non mancano realtà che ormai parlano di rischio di lockdown energetico.
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