Allarme assegno unico: mazzata per risparmi, figli 21-26 anni e immobili

L’assegno unico universale: per molti sarà una novità piuttosto problematica.

L’assegno unico universale ha ridisegnato in modo profondo l’intervento del governo sulla famiglia. Ha fatto piazza pulita di tutti gli interventi precedentemente esistenti ed ha fatto ricadere tutto sotto l’ombrello di questo aiuto unico che per molti, però è una notevole perdita. Sicuramente non è una bella notizia per quei nuclei familiari che hanno figli a carico fino ai 26 anni. Sono tante le famiglie italiane che hanno figli a carico nella fascia 21-26 anni. Ebbene, questi nuclei, dalla riforma perdono tanto. Infatti a partire da gennaio, i figli in questa fascia di età non saranno più coperti. Come sappiamo l’assegno unico copre i figli a carico fino a massimo 21 anni, quindi tutte quelle famiglie che hanno ragazzi dai 21 ai 26 anni e che beneficiavano delle detrazioni.

Per alcuni è una notevole perdita

Dunque per questi nuclei spariscono le detrazioni, ma non arriva l’assegno unico. Un altro problema nasce dall’utilizzo massiccio dell’ISEE. Come sappiamo l’ISEE è la vera stella polare di questo strumento. Infatti l’assegno unico viene calcolato proprio in base all’ISEE. Tuttavia l’ISEE ha il grande difetto di penalizzare nuclei familiari che magari effettivamente sono in difficoltà ma che apparentemente sono al di sopra delle soglie fissate dalla legge perché magari hanno un terreno o un immobile completamente improduttivi. L’ISEE è stato molto criticato per questo. Pretende di offrire una misura del grado di difficoltà delle famiglie, ma spesso fa apparire floride, situazioni che invece sono problematiche.  Attualmente non è facile fare i conti di chi guadagna e chi perde ma sicuramente i casi citati ci perdono.

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A guadagnarci sono le famiglie molto numerose.

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Come nel caso che vi raccontiamo negli articoli linkati: una famiglia che con l’assegno unico arriva a percepire quasi 3.000 euro al mese.