Allarme riforma catasto: patrimoniale nascosta e l’ISEE esplode

E’ Confedilizia a lanciare un pesante allarme sulla riforma del catasto.

Confedilizia ci va giù pesante: le rendite catastali sono ferme a decenni fa. E già così i proprietari di case pagano uno sproposito in tasse. Se dovessero essere aggiornate ai valori commerciali, questa sarebbe una patrimoniale che andrebbe a colpire indistintamente ricchi e poveri. Confedilizia non crede assolutamente che la riforma del catasto sarà indolore. Il governo ha più volte ribadito che la riforma del catasto servirà soltanto a rendere il catasto stesso più vicino alla realtà dei fatti. Di conseguenza questa riforma non è fatta per generare un maggiore introito per il fisco. Il governo quindi ha più volte ribadito che gli italiani non devono preoccuparsi di questa riforma. Ma Confedilizia nega con forza tutto ciò. Prima di tutto le imposte sulla casa andrebbero ad aumentare pesantemente.

Sarà una stangata pesante

In secondo luogo andrebbero ad aumentare per tutti, ricchi e poveri sarebbe una bastonata generalizzata e senza senso. In ultimo andrebbe a sballare completamente i calcoli relativi al ISEE. Basterebbe avere un monolocale del tutto inutilizzabile per apparire ricchi agli occhi dell’ISEE e non aver diritto a nessun aiuto dallo stato anche se magari poi in realtà si è in condizione di bisogno vero. Ma sta facendo molto discutere anche la riforma dell’assegno unico. Un altro tema caldissimo che divide gli italiani perchè mentre per alcuni è un notevole vantaggio, per altri è una stangata. Nell’articolo linkato sotto vediamo come ci sono famiglie che escono davvero male dall’arrivo dell’assegno unico.

Leggi anche: Allarme assegno unico: mazzata per risparmi, figli 21-26 anni e immobili

Invece le famiglie che ne hanno un vantaggio sono sostanzialmente quelle molto numerose. Nell’articolo in basso, il caso di una famiglia che percepirà 2.800 euro al mese come assegno unico.

Leggi anche: L’assegno unico vale 2.800 euro al mese per una superfamiglia di Como

Che le riforme siano controverse e divisive non è un mistero. Il problema è quando vanno ad essere cieche nei confronti delle vecchie e nuove povertà.