Le operazioni di chirurgia plastica possono beneficiare di un’esenzione dell’Iva ma solo in alcuni casi.
Le operazioni di chirurgia plastica sono sempre più diffuse in Italia e molti sanno che in effetti sono esenti da Iva. Questo è vero ma solo fino a un certo punto. Anzi, è vero ma solo in determinati casi. È vero che le operazioni di chirurgia estetica sono esenti dall’Iva, ma quando hanno lo scopo di alleviare un patimento, una sofferenza, insomma quando servono a risolvere anche una questione di tipo psicologico. L’operazione di chirurgia estetica, insomma, deve avere lo scopo di andare a non far pesare al paziente un proprio handicap o una propria malattia o un proprio trauma. Quindi per capire quando l’Iva effettivamente non sia dovuta, bisogna avere riguardo a questi tre casi. Il primo è quello di un handicap che può far sentire il soggetto inferiore rispetto agli altri. Il secondo è quello di una malattia e il terzo è quello di un trauma.
Quindi l’operazione di chirurgia plastica deve avere una funzione terapeutica dal punto di vista psichico. Chiaramente non può essere esentata dall’Iva un’operazione di chirurgia estetica che abbia unicamente come scopo quello di rendere più attraente il fisico di chi la subisce. Evidentemente un’operazione del genere non viene agevolata dallo stato. Ma è anche importante capire che la prova della funzione terapeutica di questo tipo di intervento chirurgico sta a chi chiede l’esenzione dell’IVA. E’ la Corte di Cassazione con la sentenza numero 27947 del 13 ottobre 2021 a ritornare su questo tema per chiarirlo in modo molto esplicito. Insomma è la sofferenza psichica a giustificare il risparmio dell’Iva e non certo la ricerca della maggiore gradevolezza estetica. E va provata.
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Negli articoli qui linkati alcune clamorose sentenze che stanno facendo molto discutere.
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Vediamo di che si tratta.
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