Nuovi rincari per Natale e Capodanno, a rischio il portafoglio delle famiglie italiane

Per Natale e Capodanno sono previsti dei nuovi rincari che hanno già colpito pesantemente il settore delle bollicine, mai così in crisi. 

Le aziende vinicole italiane hanno lanciato ufficialmente l’allarme: a Natale potrebbe assistere a dei nuovi rincari che potrebbe rendere un lusso per molto famiglie anche le classiche cene di Natale e Capodanno. Lo ha spiegato chiaramente uno dei produttori italiani presenti alla trasmissione televisiva Quarta Repubblica, che ha dedicato un servizio a questa difficile situazione. L’uomo ha infatti raccontato come al momento Mancano tappi, vetro e carta abbiamo dovuto ripiegare su una bottiglia alternativa per fare fronte a questo Natale. Le nostre bottiglie standard arriveranno solo a partire da gennaio, febbraio”. 

Non solo rincaro dei prezzi, manca anche la disponibilità dei prodotti nel comparto delle bollicine

Non soltanto dunque il nuovo aumento dei prezzi dovuto alla crisi sulle materie prime, metterà in difficoltà le famiglie italiane. Vi è anche il fatto che alcuni prodotti, non saranno semplicemente reperibili, come per l’appunto, le classiche bottiglie che negli anni abbiamo sempre utilizzato per inaugurare con un nuovo brindisi l’inizio del nuovo anno. 

Una situazione che naturalmente, farà anche lievitare in modo consistente i prezzi di alcune etichette, attentando per l’ennesima volta al portafoglio delle famiglie italiane. D’altronde, l’intero comparto economico delle bollicine quest’anno ha visto dimezzare il suo fatturato. Sempre nel corso della trasmissione è poi intervenuta anche un’altra produttrice del settore:  “Altro costo importante  sarà quello delle etichette prodotte di volta in volta, perché riportano tutte le diciture aggiornate. Tutti ci chiedono il pagamento anticipato mentre noi non sappiamo se venderemo”. 

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Una triste sorte che non sta riguardando soltanto il comparto italiano, in quanto della stessa flessione ha risentito quello francese, che quest’anno ha immesso sul mercato circa il 70 per cento in meno delle etichette rispetto allo scorso anno.