La Banca Centrale Europea ha sempre avuto un atteggiamento molto favorevole ai mercati e negato la gravità dell’inflazione. Ma oggi qualcosa può cambiare.
I mercati hanno sempre visto nelle due banche centrali sulle due sponde dell’Atlantico, un atteggiamento da colombe convinte. Ma la Fed da quando è arrivata la variante Omicron ha cominciato a dirsi spaventata da crisi della supply chain ed inflazione e di colpo ha cominciato a parlare di tapering anticipato e forse addirittura di rialzo dei tassi. Cose che hanno fatto innervosire ovviamente i mercati. Ma la BCE, no. E’ rimasta sempre ferma nella sua prospettiva di una inflazione blanda e soprattutto passeggera. Ma le cose potrebbero cambiare e inizia a serpeggiare l’idea che presto la BCE sarà costretta ad un clamoroso cambio di rotta.
In effetti l’inflazione in europa sta facendo registrare valori clamorosi che non si vedevano da decenni. Sempre più autorità pubbliche e private la stanno criticando aspramente per il suo atteggiamento negligente nei confronti dell’inflazione. Soprattutto gli ambienti economici tedeschi l’accusano di favorire un vera e propria esplosione dell’inflazione. Ecco perchè molti pensano che la sicurezza ostentata sul fronte dell’inflazione sia ormai una maschera pronta a cadere. Presto l’inflazione potrebbe costringerla a politiche molto più restrittive e per i mercati europei non sarebbe certo una notizia positiva. Ma quando annuncerà questo cambio di rotta e con che gradualità. Secondo molti non potrà comunque esimersi dal farlo. Tra l’altro Morgan Stanley ha fatto, proprio relativamente a ciò, una fosca analisi su un ero e proprio crollo dell’azionario europeo e ve ne parliamo all’articolo sotto.
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La tensione spinge inevitabilmente verso i beni di rifugio e la penuria energetica ha reso l’uranio una sorta di tetro bene di rifugio. Ne parliamo qui.
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Insomma ormai è chiaro che la BCE non potrà continuare con il suo ignorare l’inflazione.
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