La pensione di invalidità è sottoposta ad una serie di leggi che la regolamentano da tutti i punti di vista.
La normativa attualmente in vigore prevede tutta una serie di casi nei quali la pensione di invalidità può ricevere una sospensione. Vediamo di chiarire questi casi. La pensione di invalidità non è altro che una prestazione assistenziale che l’Inps eroga quando vi siano determinati requisiti. Dunque ci deve essere una riduzione della capacità lavorativa che viene quantificata in una particolare percentuale e ci sono dei paletti anche dal punto di vista dei redditi. E qui viene fuori il primo caso nel quale la pensione di invalidità può essere sospesa. Chi percepisce una pensione di invalidità, infatti riceve visite di controllo periodico. Se da una di queste visite dovesse emergere che non vi sono più le condizioni necessarie, ecco che la pensione di invalidità può essere sospesa, appunto perché non vi sono più i requisiti.
Tra l’altro se chi percepisce la pensione di invalidità non si presenta alla visita periodica alla quale è stato convocato anche in questo caso si avrà una sospensione. Sarà il beneficiario a dover presentare una giustificazione della mancata presentazione. In questo caso sarà fissata una nuova data per una nuova visita di controllo. Ma anche il trasferimento all’estero è una delle cause per la quale si perde la pensione di invalidità. Un ultimo caso riguarda la mancanza della comunicazione dei redditi percepiti. Infatti la pensione di invalidità è comunque sia collegata oltre all’invalidità anche al reddito. Quindi se il reddito percepito non viene comunicato, ecco che vi è anche in questo caso la sospensione.
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In estrema sintesi si può dire che la sospensione della pensione di invalidità si ha in tutti quei casi nei quali lo stato non riesce a verificare il perdurare delle condizioni sanitarie o economiche che costituiscono il presupposto della pensione di invalidità stessa.
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Ovviamente un caso a parte è il trasferimento all’estero.
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