Pensioni: due brutte sorprese a gennaio per chi pensava ad un aumento

Una brutta sorpresa per le pensioni di gennaio, anzi due: delusione dall’INPS

Come sappiamo da gennaio arriva la rivalutazione delle pensioni. Dunque una buona notizia per i pensionati che vedranno la propria pensione adeguata all’inflazione. Ci sono alcuni problemi da non sottovalutare. Il primo è che gli aumenti per i pensionati in realtà non bastano assolutamente a coprire la forte inflazione che sta colpendo gli italiani. Dunque se è positivo che le pensioni aumentino, bisogna anche dire che questo aumento non basterà a coprire effettivamente i maggiori costi che pensionati italiani devono sostenere. Eppure questo aumento teoricamente servirebbe proprio ad adeguare le pensioni all’inflazione. Ma a conti fatti così non è e per le pensioni arriva una perdita di potere d’acquisto netta. Ma a gennaio arriva un’altra brutta sorpresa per i pensionati italiani. Si era parlato di una perequazione pari al 1,7% già da gennaio.

In realtà i conti sono diversi

Ma in realtà pare non sarà così. E a comunicarlo è proprio l’INPS. Pasquale Tridico aveva voluto rincuorare gli anziani parlando della perequazione al 1,7%, ma è l’INPS a fare una precisazione importante che scontenterà molti. In realtà ciò che i pensionati vedranno arrivare con la loro nuova pensione di gennaio sarà una rivalutazione pari al 1,6%. Vediamo il perché di questa brutta notizia. In realtà l’INPS non ha avuto abbastanza tempo per adeguare tutta la macchina pensionistica alla perequazione promessa da Tridico. Di conseguenza, la pensione di gennaio, ma anche quella di febbraio sarà calcolata con una perequazione all’1,6%. Dunque la perequazione all’1,7% era falsa? No, semplicemente richiederà più tempo.

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L’INPS stima che si dovrà attendere marzo per vedere la perequazione all’1,7% sulla propria pensione. Ma il problema resta.

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Per i pensionati la perequazione non basta a compensare l’inflazione e dunque si annuncia un 2022 più difficile.