Fuga dal regime forfettario: con la fattura elettronica cambia tanto

In questo 2022 il regime forfettario della partita IVA cambia in modo radicale e per chi vorrà aprire la partita IVA con questo regime ci sono parecchie cose da sapere.

Ma anche per chi già l’anno scorso aveva voluto approfittare del regime forfettario in questo 2022 cambiano tante cose. La partita IVA in regime forfettario è stata un’idea introdotta nella legge di stabilità 2015. Si voleva in un certo senso incoraggiare la gente ad aprire la temuta partita IVA. Le agevolazioni in effetti erano tante. La gestione semplificata era forse la principale ma poi erano soprattutto le tasse fortemente ribassate a fare il resto. Con il regime forfettario l’imposta sostitutiva bassa è particolarmente attraente. Ovviamente per accedere al regime forfettario bisogna rispettare dei paletti.

Non per tutti e cosa cambia

Prima di tutto non bisogna superare i €65.000 annui di fatturato. Questo è sicuramente il paletto principale; poi c’è un altro limite di €5.000 per il pagamento di collaboratori. Un’ultima soglia sono i €20.000 per l’acquisto di beni relativi all’attività che si va a svolgere. Ma adesso arriva l’obbligo di fatturazione elettronica. Fino all’ultimo si era sperato che questo obbligo non ci fosse o che slittasse all’anno prossimo ma invece puntualmente già dal 2022 scatta l’obbligo della fattura elettronica per tutte le partite IVA in regime forfettario. Dunque con il 2022 anche chi è in regime forfettario dovrà necessariamente emettere fattura elettronica. Non basta: esattamente come gli altri dovrà anche inoltrarla al sistema di interscambio entro 12 giorni. Chi invece lavora nel settore sanitario continua ad essere escluso dalla fatturazione elettronica.

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Ma molti si chiedono: con la “moria” di partite IVA a seguito della pandemia, è giusto rendere più pesante l’ingresso in questa porta privilegiata che è il regime forfettario?

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Insomma, oggi il regime forfettario è un po’ meno incoraggiante.