Cartelle esattoriali scadute: un incubo, ma c’è la via d’uscita

In questo 2022 purtroppo abbiamo detto addio a saldo e stralcio e rottamazione ter.

Tuttavia una misura che viene incontro al contribuente è stata posta in essere. Infatti tutte le cartelle esattoriali che arriveranno dal primo gennaio fino al 31 marzo 2022, avranno a disposizione non 60 giorni per essere pagate, ma 180 giorni. Dunque ben sei mesi di tempo per il pagamento senza more o interessi. Le varie rottamazioni che si sono succedute hanno permesso una dilazione nei pagamenti delle cartelle. Sicuramente un qualcosa di molto gradito dai contribuenti. Ma queste varie rottamazioni benché siano state una vera boccata di ossigeno per i contribuenti italiani non tolgono il fatto che le singole rate siano comunque da pagare. Ma cosa succede se non si paga la famosa rata? Se non si paga la rata si decade dal piano di rateizzazione. Dunque una sanzione piuttosto pesante ma è importante capire che molto dipende dal ritardo. Se siamo di fronte ad una singola rata che non si è riusciti a pagare bisogna quantificare il ritardo vero e proprio nel pagamento.

Una questione spinosa

Questo perché a seconda del ritardo nel pagamento si incorre in sanzioni e interessi via via crescenti. Dunque entro un breve ritardo ci si può rimettere in carreggiata con il meccanismo della rateizzazione. Ma ovviamente se il ritardo si protrae le conseguenze diventano più pesanti. Tuttavia con la forte inflazione e con la situazione debitoria insostenibile di tantissimi italiani sempre più spesso si parla di una rottamazione quater e di un’estensione di saldo e stralcio. Molti parlamentari di schieramenti diversi si sono espressi favorevolmente da questo punto di vista. Molti osservatori politici ritengono che questo sia effettivamente possibile e ritengono anche che la catastrofica stangata sulle bollette potrebbe smuovere le cose.

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Il caro bollette è stato il colpo di grazia per tante famiglie.

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Ciò potrebbe accelerare il percorso verso una nuova rottamazione.