Casalinghe: finalmente giustizia, per la prima volta può arrivare lo stipendio

Per la prima volta nella Storia, potrebbero avere diritto allo stipendio. Sono decenni che le associazioni a tutela dei diritti della donna chiedono uno stipendio per le casalinghe.

Il lavoro della casalinga è uno dei lavori più pesanti ed usuranti in assoluto. Chi studia le dinamiche del lavoro sa bene che pochi lavori hanno la capacità di usurare nel tempo che ha quello della casalinga. Ma è anche sbagliato parlare di casalinga unicamente al femminile. Oggi per tante ragioni anche tanti uomini che sono costretti a fare il lavoro di casalingo. Ma perché questo lavoro così usurante non è mai stato pagato? Se ne è parlato tanto ma poi non se n’è fatto mai nulla. Eppure oggi per la prima volta nella storia chi svolge questo usurante lavoro potrebbe avere diritto ad al suo regolare stipendio versato ogni mese. L’Unione Europea sta infatti discutendo intensamente del Reddito di Base Universale. Si tratta di qualcosa di molto diverso dal reddito di cittadinanza. Il reddito di base universale sarebbe un reddito da riconoscere a ogni uomo donna e bambino indistintamente a prescindere dal suo lavoro. Questo perché tantissimi sono messi in condizioni di non poter lavorare e procacciarsi un reddito.

Per la prima volta un reddito alle casalinghe

È il caso ad esempio delle casalinghe ma anche di chi va in contesti particolarmente svantaggiati e poveri dal punto di vista lavorativo. Entro giugno si dovranno raccogliere le firme sul sito dell’Unione Europea perché questa proposta passi in parlamento e divenga finalmente legge. Si tratta dell’unica vera opzione che le casalinghe o i casalinghi abbiano mai avuto nella storia di ricevere un compenso stabile per il contributo fondamentale che danno alla società. Ovviamente se non si raccolgono le firme sul sito dell’Unione Europea il procedimento si inceppa e non approderà in discussione presso il Parlamento Europeo.

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Diventa davvero determinante dunque per tutte le persone che per un motivo o per l’altro non sono in condizioni di percepire un reddito che si raggiunga il numero di firme necessario.

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Si tratta di un’iniziativa di civiltà che in tanti paesi è già realtà.