Conto corrente: ora guai al contante, inflazione e Fisco non perdonano

Sul conto corrente degli italiani cambiano davvero tante cose ed è importante prestare la giusta attenzione.

Oggi come oggi il conto corrente degli italiani ha troppi nemici ed è importante non sottovalutarli. Anche perché alcune decisioni vanno prese alla svelta. Innanzitutto c’è la minaccia dell’inflazione.

Tenere danaro contante non investito sul conto significa subire una vera e propria patrimoniale occulta ma molto pesante. Infatti se alla fine dell’anno scorso la Banca Centrale Europea dipingeva l’inflazione come un fenomeno scialbo e che presto sarebbe rientrato, i numeri l’hanno clamorosamente smentita. Oggi l’inflazione è talmente forte da imporre un rincaro tremendo su energia gas e tutte le altre voci di spesa degli italiani. Questo significa un potere d’acquisto della moneta che scende a ritmi sostenuti e di conseguenza gli italiani cercano rifugio in buoni fruttiferi o Buoni del Tesoro. Ma il secondo nemico da non sottovalutare sul conto corrente sono proprio i costi. Gli esperti del settore sottolineano come i costi del conto corrente negli ultimi 12 mesi siano saliti di un robusto 22%. Ma quelle online diminuiscono e tanti vi passano.

Conti più cari e controlli sulle giacenze

Dunque oltre a tutti i rincari che gli italiani subiscono c’è anche un altro salasso sul conto corrente e decisamente non è una buona notizia. Ma se aumentano i costi del conto corrente c’è anche da dire che tante operazioni sono ora da pagare a parte e dunque un’ulteriore salasso. In più a breve triplicheranno anche le commissioni sul prelievo bancomat come possiamo scoprire qui. Ma il denaro sul conto corrente è anche uno dei temi centrali dei nuovi poteri di indagine del fisco. Infatti il fisco ha ricevuto dalla autorità garante per la privacy il potere di incrociare le banche dati di conti correnti e carte di credito per scoprire tutte quelle anomalie sulle quali investigare.

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L’autorità garante della privacy ha ritenuto che al fisco fosse possibile incrociare tutti i dati dei conti correnti e delle carte di credito degli italiani e di conseguenza abitudini di spesa ma anche di investimento per così dire anomale sicuramente attireranno sgradevoli controlli. Per fare un esempio prelievi al bancomat superiori ai €1000 potrebbero essere giudicati sospetti dal fisco oppure movimentazioni anomale e non in linea con gli introiti dichiarati dal contribuente potrebbero far scattare un campanello d’allarme.