Superbonus: altra doccia fredda, proroga solo per immobili terremotati

Il Superbonus sta vivendo un momento estremamente critico ed il nuovo chiarimento delle Entrate sulla proroga solo per gli edifici terremotati è una nuova stretta.

I cantieri sono fermi e quelli nuovi stentano a partire. La gente ha giustamente paura di una normativa che è ancora confusa ed in via di definizione.

Ma la stangata della cessione di crediti è stata forte. Il Governo dopo aver scoperto 4,4 miliardi di frodi legate al bonus casa ha deciso di rispondere fermando la cessione dei crediti multipla. Questo ha gettato nel caos i cantieri, ma il governo ha assicurato che sta lavorando per farla tornare. Ma la nuova stretta sugli edifici terremotati davvero è una brutta notizia.

Connessione con evento sismico e proroga

Come sappiamo il Superbonus è stato prorogato ma a determinate condizioni. La percentuale di questo bonus andrà via via a diminuire. Dunque una proroga per più anni ma a percentuali sempre più basse. Il Superbonus 110% dura fino a tutto il 2023. Già dal 2024 scenderà di parecchio arrivando al 70%. L’ultimo anno del bonus lo vede valere soltanto il 65% ed è il 2025. Tuttavia questa situazione non vale assolutamente per le zone colpite dal sisma. Infatti le zone terremotate beneficiano di una proroga eccezionalmente lunga.

Zone terremotate, ora cambia tutto

Infatti per le zone colpite da sisma, abbiamo una proroga eccezionale del 110% immutato fino al 2025. Una proroga eccezionale e molto generosa. Ma la risoluzione 8/E del 15 febbraio 2022 diffusa dall’Agenzia delle Entrate cambia decisamente tutto. E questo arriva in un momento delicatissimo nel quale la nuova normativa sulla cessione dei crediti è ancora in alto mare e tanti cantieri (la maggior parte) sono fermi prudenzialmente. Un vero caos. Vediamo cosa ha stabilito l’agenzia delle entrate con questo che si annuncia come un vero dietrofront. Le entrate riscrivono completamente la proroga del 110% legata al sisma. Infatti non basta più che l’edificio si trovi in una delle zone colpite dal sisma.

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Le Entrate stabiliscono che vi deve essere un vero e proprio nesso causale documentabile tra il sisma ed il danno all’edificio sul quel si desidera intervenire. Un cambio radicale con implicazioni profonde. Infatti la proroga per il sisma era nata come un aiuto a quelle zone d’Italia, ma adesso si trasforma in un beneficio legato al danno effettivamente subito dall’edificio. Inutile dire che è l’ennesima doccia fredda sul mondo dei bonus.