L’impennata del costo delle materie prime e l’invasione russa dell’Ucraina hanno causato un aumento vertiginoso del costo di elettricità, gas e petrolio. Il carovita mette a dura prova le fasce più deboli i pensionati.
Nelle ultime settimane il prezzo del gas è diventato estremamente volatile – oggi è arrivato a 180 euro al Megawattora, circa l’8% in più rispetto a ieri. Il petrolio è arrivato a 115 dollari al barile, portando il costo della benzina e del diesel oltre i livelli record del 2008. Anche le bollette della luce hanno subito un aumento del 55% rispetto al 2021. Di conseguenza, sono cresciuti anche i prezzi dei beni alimentari.
Per far fronte alla situazione di emergenza, il Governo ha varato una serie di misure per “per evitare che il rincaro dell’energia si traduca in un minor potere di acquisto delle famiglie e in una minore competitività delle imprese”, ha dichiarato il Presidente del Coniglio Mario Draghi in conferenza stampa.
Il minimo vitale, secondo la legge italiana, è la somma di denaro minima – e quindi anche impignorabile – necessaria per vivere dignitosamente. Il suo valore cambia ogni anno perché è soggetta alla Rivalutazione ISTAT e si calcola prendendo in considerazione il valore dell’assegno sociale aumentato della metà.
Quindi, se nel 2022 l’importo dell’assegno sociale ammonta a 468,10 euro al mese, il minimo vitale per l’anno corrente sarà di 702,15 euro (nel 2021 era pari a 690,42 euro). Di conseguenza, le pensioni hanno subito un aumento dell’ 1,7% a decorrere dal 1 gennaio 2022. La pensione minima è salita a 523,83 euro. Per quanto riguarda quella sociale, la somma è pari a 385,40 euro mensili e quella dell’assegno sociale è di 467,65.
All’inizio di febbraio, Draghi ha annunciato un nuovo intervento per ridurre i costi delle bollette: dovrebbe ammontare ad una cifra tra i 5 ed i 7 miliardi di euro. L’intervento, come dichiara la sottosegretaria al Ministero dell’economia e delle finanze Cecilia Guerra, “riguarda molti soggetti, a partire dalle famiglie, soprattutto le più deboli, ma anche le imprese e gli enti territoriali”.
I tecnici, al momento, stanno lavorando alle misure da intraprendere e per reperire i fondi necessari: fino ad un massimo di 3,5 miliardi arriveranno dallo European Union Emission Trading Scheme (ETS) ed 1 miliardo dai fondi dell’emrgenza Covid ancora inutilizzati. Resta da capire ancora da dove prendere i fondi mancanti.
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