Superbonus 110%: clamoroso, diventa sconto sulla casa da comprare

La novità sul Superbonus 110% sta facendo discutere gli esperti ed il mondo dell’edilizia.

In linea di principio il Superbonus è fruibile soltanto da quei soggetti che sono proprietari o comunque possiedono o detengono l’immobile. Dunque per avere il Superbonus si deve avere un titolo idoneo nel momento in cui i lavori partono. Quindi in linea di principio questa sarebbe la platea che può usufruire del Superbonus.

Eppure con il decreto rilancio è arrivata una novità normativa che viene interpretata in maniera particolarmente estensiva. Vediamo che cosa succede e quali vantaggi concreti ci sono. Sostanzialmente il superbonus può essere riconosciuto anche sulla casa che si è in procinto di acquistare. Ovviamente però ci sono dei paletti per poter beneficiare di questo. Infatti chi sia in procinto di acquistare un immobile può beneficiare del superbonus a patto che sia stato stipulato, ma anche registrato in modo regolare almeno un contratto preliminare di vendita.

Chi ha diritto

Dunque c’è bisogno di un contratto regolarmente stipulato e registrato per poter beneficiare del superbonus se la casa non è ancora la propria. Ma può bastare anche il preliminare di vendita. Se non si ha almeno il preliminare di vendita registrato dell’immobile non si potrà fruire del bonus sulla casa che non è ancora propria. Di conseguenza il promissario acquirente, ma anche i suoi conviventi hanno pienamente diritto ad usufruire del superbonus 110%. Ma i dubbi principali riguardo il superbonus attualmente sono relativi alla cessione dei crediti. E ciò coinvolge anche il promissario acquirente.

La questione sulla cessione dei crediti per i promissario

La cessione dei crediti multipla era stata bloccata a seguito dei 4,4 miliardi di frodi emersi agli occhi del fisco. Il governo ha poi posto in essere una nuova normativa che consente la cessione dei crediti multipla. Però questa cessione dei crediti multipla può fermarsi ad un massimo di 3 e le cessioni dopo la prima dovranno essere fatte soltanto tra banche o comunque istituti selezionati e operanti sotto il controllo della Banca d’Italia.

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Per il tecnico asseveratore che dovesse sbagliare sono previste sanzioni fino a €100.000 e fino a 5 anni di reclusione. Ovviamente questa normativa va a colpire attualmente anche il promissario acquirente. Gli esperti del mondo della casa sottolineano come questa nuova normativa potrà essere un forte deterrente alla partenza di nuovi cantieri.