Bancomat: le 3 abitudini banali che ti rovinano, Fisco e frodi in agguato

Usare il bancomat è qualcosa di assolutamente quotidiano e naturale eppure ci sono 3 abitudini che rischiano di stangare gli utenti ed è il caso di vederle analiticamente.

Innanzitutto è importante sottolineare come il bancomat sia una specie di animale in via di estinzione. Infatti per ottimizzare i costi le banche tendono a chiudere sempre di più sia le filiali fisiche che anche gli sportelli automatici. Per la banca è sicuramente un grande risparmio ma per gli utenti è una scomodità in più.

Ma oltre a essere una scomodità questo rappresenta anche un costo perché se ci sono meno Bancomat in circolazione diventa molto più probabile che l’utente finisca per usare quello di un’altra banca e di conseguenza sia costretto a pagare l’odiosa commissione. Tra l’altro quando si ha il bancomat bisogna stare molto attenti perché a molti italiani capita un inconveniente che può essere molto fastidioso. Difatti spesso può capitare che stando attenti a ritirare il denaro ci si dimentichi della cosa in fondo più banale, vale a dire di ritirare proprio la carta dallo sportello automatico.

Come si perde la carta

Ricordiamo che dopo 30 secondi lo sportello automatico per sicurezza ritira la card e per riaverla indietro bisogna aspettare l’orario di apertura della banca e presentare un’apposita domanda agli operatori. Ma si tratta di una procedura piuttosto macchinosa. Un’altra cosa la quale prestare una grande attenzione è qualsiasi genere di manomissione che possa apparire presso lo sportello. Se ci sembra che lo sportello abbia qualcosa di strano o che sia stato manomesso o ci appaiono dei fili fuori posto o delle parti che non dovrebbero esserci è sicuramente meglio lasciar perdere.

Frodi e Fisco: l’occhio digitale

Infatti ai malintenzionati ormai risulta facilissimo applicare ai bancomat delle microcamere quasi invisibili che consentono loro di carpire i nostri codici PIN. Ma il vero problema è proprio quello per il quale il bancomat vanno progressivamente sparendo. Infatti nei prossimi anni tanto lo Stato quanto le banche puntano a eliminare progressivamente sia il bancomat che il denaro contante per abbattere i costi e per aumentare la tracciabilità, dunque la prospettiva a medio termine appare essere proprio questa.

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Ma con i nuovi poteri concessi dall’autorità garante sulla privacy, il Fisco oggi può monitorare le attività dei cittadini sia sul conto che sulla carta di credito che al bancomat. Attenzione dunque a tutti quei comportamenti che al Fisco possano apparire anomali o non in linea con il reddito.