Una quantità di macellazioni di animali mai viste prima.
Una situazione allarmante ed inquietante che però non sorprende gli esperti.
Mantenere gli animali è diventato oramai insostenibile per gli allevatori italiani e quindi le macellazioni procedono a ritmo serrato.
La carestia globale è il più grande allarme dei nostri tempi, un allarme terribile del quale si parla pochissimo.
E questo è davvero un peccato perché invece la carestia globale sta producendo effetti tremendi in tutto il mondo e rischia di lasciare letteralmente senza cibo una parte importante della popolazione mondiale. Anche i ricchi paesi occidentali corrono seriamente il rischio di restare senza cibo. Questi oggi possono sembrare discorsi allarmistici ma secondo molti esperti effettivamente la carenza di cibo nei prossimi mesi e soprattutto nei prossimi anni diventerà veramente pesante. Innanzitutto i cambiamenti climatici stanno rendendo le coltivazioni sempre più difficili e sempre più costose in tutto il mondo.
In secondo luogo è anche l’inflazione a far crescere in modo spropositato i costi dei fertilizzanti dei concimi delle sementi e dei mangimi. Queste materie prime necessarie per la coltivazione per l’allevamento ormai costano cifre spropositate e così gli allevatori non riescono più a mantenere il loro animali e sono costretti a macellati. Se la fame in Africa è arrivata ormai ad un punto di non ritorno a causa della carestia globale e anche a causa della stretta del grano di Putin, anche qui da noi in Europa si cominciano a sentire gli effetti della carestia globale.
La siccità comincia ad essere veramente una minaccia in Italia e non solo in Italia. Coltivatori ed allevatori non riescono più a produrre cibo e spesso lavorano in passivo. Attualmente noi non risentiamo degli effetti della carestia globale se non con aumenti dei prezzi del cibo al supermercato. Ma questo è semplicemente un effetto minimo di questo grandioso fenomeno mondiale. Purtroppo se ne parla poco e l’attenzione generale è poco concentrata su questo allarme ma la tragedia degli allevatori italiani oggi è soltanto uno dei tanti effetti collaterali iniziali di questo tremendo fenomeno.
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