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Partite IVA: la proroga a luglio è una salvezza: la svolta del Governo |Cosa cambia

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Valentina Trogu

Partite IVA e versamenti, la proroga a luglio potrebbe esserci veramente. Facciamo il punto della situazione.

Il Fisco a giugno si sveglia per chiedere numerosi pagamenti ai cittadini, specialmente alle Partite IVA. Il mese di giugno si caratterizza ogni anno per un elevato numero di adempimenti fiscali, circa 115 tra famiglie e imprese. Appuntamenti giornalieri che si susseguono facendo tremare i contribuenti. La paura di saltare scadenze o non essere pronti a regolarizzare la propria posizione crea il panico soprattutto tra professionisti e imprese. Da qui la richiesta di uno slittamento dei versamenti IVA di una ventina di giorni.

Partite IVA versamenti c'è la proroga
Partite IVA, la proroga ci sarà? – Ilovetrading.it

I motivi che hanno spinto i commercialisti ad avanzare questa istanza sono giustificati da diverse ragioni. Prima tra tutte proprio l’eccessivo numero di adempimenti nel mese di giugno che riguardano in particolare le Partite IVA e le imprese. Poi ci sono le dichiarazioni dei redditi, le comunicazioni di contratti di locazione e informazioni finanziarie, la domanda di esenzione dal pagamento del canone TV entro il giorno 30, la scadenza dell’imposta intrattenimento. E sono solo alcuni degli obblighi del primo mese di estate.

Proroga per i versamenti IVA delle Partite IVA, a che punto siamo

A provocare “l’ingorgo” degli adempimenti la necessità di sbrigare tutte le pratiche prima della pausa estiva e il termine del primo semestre di attività. Capita ogni anno ma nel 2023 la richiesta di una proroga per le Partite IVA diventa particolarmente rilevante a causa dell’introduzione di novità nella normativa fiscale.

Scadenze Fisco Partite IVA giugno
I motivi alla base della richiesta di una proroga – Ilovetrading.it

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha chiesto al Governo una proroga dal 20 giugno (termine ultimo attuale) al 20 luglio che interesserebbe circa 4,5 milioni di Partite IVA. Parliamo sia di chi rientra nelle pagelle fiscali sia di chi cade nel regime forfettario più i rientranti nei vecchi minimi. 

Se l’esecutivo intendesse accettare la richiesta dovrebbe procedere con l’adozione di un apposito Dpcm e servirebbe il via libera della Ragioneria. In più la proroga al 20 luglio si collegherebbe ad un successivo slittamento al 21 agosto con il versamento della maggiorazione pari allo 0,40%. Insomma ci sono difficoltà contabili e di natura formale che ostacolano la proroga.

Tale proroga, però, secondo i commercialisti è fondamentale. La richiesta nasce da un ritardo nella pubblicazione del Decreto sui correttivi ISA. C’è stata solamente il 16 maggio quando il DL era stato firmato già il 28 aprile 2023. Poco tempo per i professionisti, dunque, di studiare le nuove direttive introdotte dall’esecutivo. La scadenza prossima, dunque, è troppo a ridosso. Serve più tempo, minimo altri venti giorni lavorativi. Da aggiungere, poi, la necessità di capire il funzionamento del software “Il tuo ISA” rilasciato dall’Agenzia delle Entrate solo il 28 aprile.

Insomma la richiesta di proroga ha delle ragioni ben precise. Sarà concessa? Solo un Dpcm potrà risolvere l’enigma.

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