Incubo casa: non potrai comprare, vendere e affittare se non è ecologica

L’Unione Europea prepara una stretta durissima sull’immobiliare. Vediamo di che si tratta.

L’Unione Europea sta preparando una stretta del mercato immobiliare che potrebbe realmente togliere dal mercato tutti quegli immobili che sprecano energia. Di conseguenza un immobile del genere non potrebbe più essere comprato, venduto e neppure affittato. Il 14 dicembre le autorità europee dovrebbero decidere in materia e a quanto pare ci sarebbe una sorta di calendario per gli adeguamenti delle abitazioni. Vediamolo insieme. Si parte con gli uffici pubblici. Dal 2027 tutti gli uffici pubblici dovranno rientrare obbligatoriamente nella classe F. Nel 2030 poi scatta un nuovo step e dovranno obbligatoriamente arrivare alla classe E. Un discorso diverso riguarda gli edifici privati residenziali. Qui, a quanto trapela dalle prime indiscrezioni il calendario sarebbe diverso. Nel privato residenziale nel 2030 si dovrà essere necessariamente nella classe F. Nel 2033 arriva lo step successivo della classe E obbligatoria.

Vediamo per chi vale

Sono norme ancora allo studio ma dovrebbero essere esentati gli edifici storici. Vediamo i punti più critici. Il calendario di massima dovrebbe essere quello visto prima ma sono ancora da definire esenzioni ed eccezioni. Il problema è che questo si traduce in una spesa ulteriore per chi voglia comprare, vendere e porre in affitto. Necessariamente dovrà mettere in regola l’immobile perchè a quanto pare, altrimenti gli sarà proibita ogni attività. Confedilizia e le associazioni dei consumatori fanno le barricate contro questa ennesima stangata. In un periodo difficile come questo, imporre un peso così gravoso ai cittadini è assurdo sia per Confedilizia che per le associazioni a tutela dei consumatori. Anche perchè l’edilizia è scossa da rincari tremendi che la mettono in ginocchio. Ne parliamo all’articolo sotto.

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In effetti questa notizia arriva in un momento delicatissimo per il settore edile che rischia di fermarsi e ne parliamo all’articolo sotto.

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Vedremo se la UE sarà davvero così rigida in questa riforma.