IRPEF ed assegno unico: la calcolatrice non mente, c’è chi ci perde

La nuova IRPEF voluta dal Governo Draghi sta entrando nel vivo, ma iniziano le famiglie italiane a farsi i conti e non sempre sono conti positivi.

Il governo Draghi nel 2021 ha posto in essere un’autentica rivoluzione per quanto riguarda IRPEF ed assegno unico. Questa rivoluzione è arrivata con la manovra di bilancio a partire da questo 2022 per i contribuenti italiani sarebbe cambiato tutto. Al posto dei cinque vecchi scaglioni ne arrivano soltanto quattro e ciascuno di questi scaglioni è contraddistinto da un’aliquota e da meccanismi relativi alle detrazioni che consentono un certo risparmio. Una polemica è nata per il fatto che il vantaggio è maggiore per i redditi più alti, ma sostanzialmente questo sebbene sia vero non altera la natura redistributiva di questa tassa. Tuttavia spariscono le detrazioni per i figli e di conseguenza il reddito è più magro. Ma le detrazioni per i figli sono ovviamente compensate dall’assegno unico, l’altra grande rivoluzione. L’assegno unico è proporzionale al numero dei figli ed inversamente proporzionale all’Isee.

Alcuni guadagnano ed altri perdono

Questo significa che per una famiglia con un reddito medio e pochi figli è molto probabile che complessivamente l’assegno unico possa anche essere sconveniente. Ma vediamo che cosa sta succedendo. Sicuramente l’assegno unico è un concreto aiuto per le famiglie numerose che si trovano in uno stato di indigenza. Da questo punto di vista è uno strumento più che valido. Ma per molte famiglie con pochi figli sostanzialmente il passaggio dalle detrazioni ed assegni familiari all’assegno unico è o può essere in perdita. È vero che l’assegno unico entrerà in funzione effettivamente da marzo, ma già le famiglie possono fare le prime simulazioni e mentre qualcuno guadagna, un bel po’ di famiglie si sono accorta in realtà di perderci.

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Ma sicuramente a marzo si capirà con più chiarezza chi guadagna e saranno la maggioranza e chi perde.

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Ad ogni modo ci sono tante detrazioni che non vengono cancellate dall’assegno unico