Fisco: giacenza media e prelievi, l’Ag. Entrate spiega i nuovi controlli

L’Agenzia delle Entrate con una recente circolare ha spiegato le nuove modalità con le quali verranno controllati gli italiani.

I conti correnti degli italiani nel 2022 saranno sotto l’occhio attento del fisco perché le nuove possibilità di indagine offerte dall’incrocio delle banche dati sono davvero senza precedenti.

Il governo ha dato mandato al fisco di fare cassa e di far emergere tutto il nero, di conseguenza l’amministrazione fiscale si è dotata di nuovi potenti algoritmi in grado di incrociare numerose banche dati e di ottenere dati molto penetranti sulla vita dei contribuenti. La Guardia di Finanza si concentrerà su conti correnti e carte di credito. Vediamo quali comportamenti sono da evitare da oggi.

I due database

Studiando i movimenti del contribuente verranno creati due database. Il primo si chiamerà “analisi” e conterrà alcuni soggetti da tenere d’occhio, da monitorare con particolare attenzione, ma sui quali non ancora operare degli accertamenti. Il secondo database si chiamerà “controllo” e chi rientra in questo database sarà sicuramente più vicino all’accertamento vero e proprio perché è andato a sollecitare vari parametri di rischio. Saldo e giacenza media, carte di credito, bancomat e libretti postali offriranno al fisco l’andamento delle nostre finanze e tutto quello che è anomalo sarà oggetto di accertamento. Il messaggio numero 96 dell’INPS ha fornito numerosi chiarimenti in merito. Chi ad esempio preleva troppo denaro o troppo poco paradossalmente sarà in entrambi i casi attenzionato.

I nuovi parametri

Movimenti troppo forti del conto corrente e della giacenza che non appaiono in qualche modo spiegabili saranno parimenti oggetto di accertamento. Chi rimane per troppo tempo senza prelevare danaro dal proprio conto sicuramente farà insospettire il fisco che riterrà che riesce a mantenersi grazie ad entrate in nero. Si tratta del cosiddetto risparmiometro, uno strumento che monitora nel tempo la situazione economica del contribuente e che riesce molto facilmente ad individuare i comportamenti poco chiari.

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I nuovi algoritmi del fisco permettono un controllo talmente approfondito che è stata necessaria l’autorizzazione dell’autorità garante per la privacy per poterli usare. Ma l’autorità ha fornito il suo assenso ed anche i prelievi saranno ovviamente oggetto di attenzione. Ad esempio un prelievo in contanti superiore ai €5000 è uno di quei comportamenti che può far scattare i controlli e si dovrà anche giustificare alla banca il perché di quella somma.