Rischio risparmi e clienti impauriti dalle banche: incubo stagflazione

Molti parlano di uno scenario simile a quello degli anni ’70 e c’è paura per la tenuta del sistema bancario.

Cerchiamo di capire cosa sta succedendo e quali sono le mosse più corrette da fare a tutela dei propri risparmi. Stagflazione può sembrare un termine molto difficile e complesso, ma si parla di stagflazione quando c’è contemporaneamente una recessione dell’economia ma anche inflazione dei prezzi.

Negli anni 70 si è verificata infatti la stagflazione: l’economia andava molto male e i prezzi aumentavano. Attualmente non siamo in un momento di stagflazione, ma secondo alcuni economisti le premesse potrebbero esserci. Gli italiani chiaramente a questo punto cominciano ad avere paura per i loro risparmi perché uno scenario di recessione unita ad un continuo aumento dei prezzi può essere una minaccia effettivamente consistente per i risparmi e in generale per la tenuta economica del paese. I correntisti iniziano a questo punto ad aver paura delle banche e serpeggiano su internet inviti a ritirare il proprio danaro. Cerchiamo di capire che cosa sta succedendo e a separare la giusta prudenza dalla paranoia.

Risparmi a rischio

È assolutamente vero che l’attuale inflazione è molto forte ed è a valori che non si registravano da decenni. Chiaramente questo erode i risparmi degli italiani ed è giusto cercare un rimedio. Infatti gli italiani in questo periodo si stanno rivolgendo ai buoni fruttiferi postali per avere una certa difesa dall’inflazione. È vero anche che l’inflazione minaccia i mutui e pertanto gli esperti consigliano di passare velocemente dal mutuo a tasso variabile al mutuo a tasso fisso. Queste sono effettivamente delle prudenze che giusto utilizzare. Ma è corretto invitare i cittadini a ritirare i soldi dalle proprie banche?

C’è un rischio banche?

Questo attualmente appare qualcosa di assolutamente non sensato. La tenuta del sistema bancario italiano è decisamente forte. E’ vero che i titoli bancari nelle ultime sedute sono scesi tanto nelle loro quotazioni borsistiche. Questo è un riflesso della guerra in Ucraina che secondo gli esperti danneggia ma in modo assolutamente sostenibile sistema bancario. Per i correntisti è stato preoccupante vedere la propria banca che in pochi giorni bruciava in borsa una parte consistente della sua capitalizzazione. 

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La guerra in Ucraina sta mettendo sotto pressione il comparto bancario perchè alcune banche, come ad esempio Unicredit sono molto esposte in Russia. Ma questo non deve in alcun modo far dimenticare che tutti i report degli ultimi giorni confermano l’assoluta stabilità delle banche italiane.